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giovedì 22 ottobre 2015
mercoledì 7 ottobre 2015
Robert Howard Ellis, cannoniere di coda B-29 Super Fortress
Riprendo questo post di qualche tempo fa, per dire che se è vero che siamo pochi ad onorare e ricordare, questi pochi sono capaci di offrire emozioni come nessun altro.
A volte vivono nel silenzio, non amano apparire, il loro piacere sta nelle piccole cose che diventano grandi per loro che le vivono e grandi per coloro che le ricevono.
Ho fatto questa introduzione perché oggi mi sono collegato di nuovo nella pagina dell'eroe dell'aviazione americana Robert Howard Ellis, ed ho trovato due foto della sua lapide.
Un nostro amico americano, che non conosciamo, ha raccolto il nostro desiderio di andare a trovare Robert ed ha voluto condividere con noi due scatti.
E' rimasto nel silenzio, ha recepito il nostro desiderio di onorare e ricordare e ci ha donato due immagini di Robert.
Lo ringraziamo e condividiamo con Voi le sue immagini.
Una lapide, forse può sembrare triste, ma non lo è per coloro che vedono in quel marmo bianco il nome di colui che ha combattuto per la libertà.
E' un immagine che ci lega ancora di più alla vita, che ci fa apprezzare tutto quello che abbiamo intorno, la libertà che abbiamo nello scegliere il nostro destino, il nostro credo, il nostro orientamento sessuale.
Quelle lapidi bianche sono il sacrificio di chi ha voluto che fossimo liberi di scegliere che vita avere e se a distanza di 72 anni decidiamo di averli ancora accanto a noi e per onorarli e ricordarli.
Un saluto, dal Blog del LI° Btg. Bersaglieri "Montelungo1943"
Quella che vi racconto è una bella notte passata a rincorrere nei corridoi del web un immagine, che alla fine non ho trovato, ma che mi ha regalato, nel lungo peregrinare di una notte, tante emozioni e tante sorprese che non potevo non condividere con tutti voi.
Tutto nasce da un’asta vinta all’ultimo
secondo per aggiudicarmi una scatola, contente la storia di un aviatore
americano; la sera, quando finalmente da Londra è arrivata la scatola, sono
arrivate anche le mille domande che ci facciamo quando abbiamo una traccia che
ci riconduce ad un combattente della Seconda Guerra mondiale.
Aperta la scatola ed aperto il
cofanetto blu all’interno spiccavano subito le medaglie di questo aviatore, bellissime, nei
loro colori dedicati alla guerra nel Pacifico.Mi accomodai sulla poltrona e nella penombra della lampada sulla scrivania i chiaroscuri generati dalla luce rendevano le medaglie ancora più suggestive…
Una stretta di mano, dopo che si è dato il riposo, l’apertura del cofanetto per la consegna della medaglia e di nuovo il saluto militare… tutto alla fine si svolge in pochi attimi…. Ma per averla meritata… gli stessi attimi furono interminabili.
Urla dall’interfono, grida, mitragliate, avversari intorno, manovre spericolate e quella tacca di mira che non riesce ad allinearsi al velivolo avversario, poi il fuoco ed il fumo e la speranza che l’altro pilota di fronte a me riesca a lanciarsi con il paracadute e poi di nuovo fumo, bossoli incandescenti, feriti, carte geografiche che svolazzano nella carlinga ed un nuovo avversario in coda che non molla, il secondo pilota ferito, il motore in avaria, l’ala che si tiene per un miracolo, il puntatore che riesce a far collimare il tutto e poi di nuovo verso casa dopo aver seminato morte e distruzione mentre la contraerea fa di tutto per buttarci giù. Fino all’atterraggio in cui ringrazio il cielo per essere ancora vivo, mi tirano fuori dall’abitacolo perché ho ferite dappertutto o conto i ragazzi riversi nella carlinga che non ce l’hanno fatta.
Tutto scorre in un attimo nella mente di un aviatore quando stanno per donarti una medaglia e poi resterà fisso nella mente in tutte le notti di pace che la vita gli avrà riservato quando sarà tornato civile a guerra finita.
Quelle medaglie stavano raccontandomi tutto questo, me lo dicevano sin da quando le avevo viste nella pagina della casa d’aste e adesso erano con me, quel piccolo pezzo di storia finale delle gesta di un aviatore era davanti a me.
Iniziai a prendere il resto dei documenti presenti nella scatola e brillò subito alla luce la sua piastrina, che presi con assoluta delicatezza… si chiamava Robert H. Ellis e per essere più precisi:
SGT. AAF Robert H. Ellis,
matricola 13140196 ora avevo il suo nome…
Dalla scatola man mano uscirono
il Combat Crew Pass relativo al suo equipaggiamento, il certificato del suo
paracadute, nr. 42-1056353, poi il Phisical Record card ed altri documenti tra
cui l’ultimo che mi diceva che le medaglie erano appartenute ad un aviatore del
19th Bomb. GroupIniziai a pensare che la notte sarebbe stata lunga, mi accomodai meglio, presi carta, penna e tastiera, la copertina di lana, perché la notte la temperatura scende e mi preparai ad un viaggio nel tempo, ero sicuro che gli americani avessero inserito tante informazioni nel web sul mio nuovo amico Robert.
Il 19 th bomb. Group nasce nel
1932, fu uno dei primi gruppi di bombardieri pesanti, le sedi operative erano
in Australia e Nuova Guinea, fu attaccato dai Giapponesi l’8 Dicembre del 1941.
Fu la prima unità aerea a colpire le forze Giapponesi. Partecipò alla battaglia
nel mar dei Coralli, all’invasione di Guadalcanal con i B17, questo per quanto
riguarda il reparto dove operò il nostro Robert.
Ma su di lui? Mi domandai, devo
cercare anche su di lui, e mentre le ore iniziavano a farsi sempre più piccole,
presagio dell’alba, iniziai a conoscere su vari portali quest’aviatore di cui
mi erano arrivate le sue gesta.Robert Howard Ellis, nato a Philadelphia, Pennsylvania il 7 Maggio 1926. A 18 anni, e per la precisione il 17 Marzo del 1944 si è arruolato come volontario.
Con il grado di Caporale entrò in servizio come cannoniere di coda sui bombardieri B-29 Super-Fortress dell’ 881st Bomber Squadron. Partecipò a sei missioni, nel 1945, di bombardamento a Toyama, 1 August 1945; Yawata, 8 August 1945, e Osaka, 14 August 1945, fu fatto prigioniero dopo essersi lanciato con il paracadute sul territorio nemico.
Insignito delle medaglie e del grado di sergente alla fine del conflitto ha raggiunto gli altri aviatori nel cielo il 27 Gennaio del 2005 all’età 79 anni.
Come sia finito il suo cofanetto con i ricordi in una casa d’aste in Inghilterra lo ignoravo, però mi dispiaceva che tali ricordi non fossero con Lui, o almeno insieme ai suoi cari di oggi, ma le storie delle famiglie sono le più diverse ed il nostro Robert oggi potrebbe non avere più parenti.
Ma, ed è questo il bel finale, ha tante persone che si occupano di lui, sono le persone del Baltimore National Cemetery, dove il nostro Robert riposa.
La mia ricerca si concludeva, con gli occhi lucidi e non per il sonno, davanti al portone di questo cimitero degli eroi, sul portale “find a grave” è possibile onorare i caduti anche on-line, ricercando la loro tomba in tutti gli Stati Uniti con la possibilità di deporre un fiore on line insieme con una frase accanto alla foto del soldato (se disponibile).
La mia notte finisce qui, sono registrato al Find a grave (trova una tomba) ho il numero di matricola 48671682 ed accanto al nome Robert Howard Ellis c’è una bellissima margherita ed una frase che gli ho dedicato con tutto il cuore.......
La mattina arrivò presto, nel riflesso del finestrino del treno che mi portava a Roma, pieno di gocce di pioggia che correvano mosse dal vento, il mio volto era contento; mi sentivo fortunato per tutto quello che la storia mi aveva regalato nella notte precedente.
Robert Howard Ellis, avrò cura
delle tue medaglie ed un giorno verrò a trovarti nel Maryland, promesso.
5501 Frederick Avenue
Baltimore
Baltimore City
Maryland USA
Postal Code: 21228
Phone: 410-644-9696 - Robert Howard Ellis - section 2c - site 18
Baltimore
Baltimore City
Maryland USA
Postal Code: 21228
Phone: 410-644-9696 - Robert Howard Ellis - section 2c - site 18
giovedì 9 luglio 2015
Perchè il fondo del nostro titolo è nero...
Un lettore ci ha scritto, chiedendo perchè abbiamo da qualche tempo il fondo del titolo nero senza immagini di Montelungo.
Rispondiamo a questo nostro lettore pubblicamente, in modo che tutti i nostri quarantamila lettori di questo Blog e l'oltre un milione della pagina di Google+ ne vengano a conoscenza.
Il titolo è nero perchè siamo senza la nostra identità, intendendo per identità il Labaro dei Bersaglieri.
Perchè siamo figli di Reduci di Bersaglieri, di quei Bersaglieri che hanno combattuto affinchè la libertà e la Democrazia vincessero in questo paese, scegliendo di stare dalla parte che guardava al futuro con questa prospettiva.
Hanno combattuto, sofferto e sono morti, ed hanno lasciato ai figli, ai nipoti ed agli amici che li hanno conosciuti, i loro ricordi, le loro gesta, i loro cappelli piumati, il loro Labaro.
Il Labaro, voluto e fatto costruire dai reduci e soci del LI° Btg. Bersaglieri "Montelungo 1943" e consegnato in mani che ritenevamo amiche ci è stato sottratto ed ora sarà la legge di questa Repubblica Democratica, per la quale i nostri Bersaglieri hanno combattuto, a decidere chi ha ragione e chi torto.
Senza Labaro non ci sono i Bersaglieri, non c'è la memoria, non c'è l'Identità.
Non ci vedrete correre nei vari raduni, sorridenti al ritmo della Fanfara, perchè per noi non c'è nulla di cui sorridere e non abbiamo il simbolo dietro a cui correre, lo avevamo e lo riavremo.
Non ci vedrete accanto a coloro che ci hanno sottratto il Labaro, non ci vedrete accanto a coloro che hanno staccato le targhe al sacrario di Montelungo, fatte affiggere dai reduci per i fratelli caduti in battaglia.
Non ci vedrete accanto a tutti questi, perchè noi non riusciamo a stargli accanto e siamo vicini agli altri, a quei Bersaglieri ai quali hanno tolto la memoria, a quei Bersaglieri ai quali hanno tolto le targhe, quei Bersaglieri che giacciono sotto il bianco marmo del Sacrario di Montelungo, quei reduci che ci chiedono ogni giorno se il Labaro è tornato a casa, se la loro dignità è di nuovo rispettata, se possono di nuovo uscire accanto agli altri, fieri del loro essere Bersaglieri.
Ecco spiegato il motivo di questo nostro fondo nero, un fondo buio, dove non si vedono le immagini, dove tutto si perde, dove tutto finisce e le forme concrete spariscono per lasciare posto ai ricordi.
I ricordi dei loro ideali, oggi nostri; i ricordi dei reduci, i ricordi dei nostri eroi, dei nostri morti.
Verrà anche per noi il giorno della vittoria; i Bersaglieri del LI° devono conquistare tutto da soli e con la forza, sembra essere questo il nostro destino, ma ne andiamo fieri.
Un saluto Bersaglieresco a tutti, vi auguriamo una serena Estate.
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