sabato 15 luglio 2017

Thank you Melanie

Quando ti abbiamo ascoltato la prima volta, durante il Memorial Day al Sicily-Rome American Cemetery di Nettuno,  ci hanno colpito le tue parole, quel tuo invito a: 

"partecipare e sostenerci nella missione di mantenere viva le memoria degli uomini e delle donne che hanno pagato con la vita la nostra liberta".

Parole che amiamo sentire e che ci riempiono il cuore, perchè condivise, perchè facenti parte della nostra missione di ogni giorno.
Per questo volevamo condividere con Te i luoghi a noi cari come Tu hai voluto condividere i tuoi con noi invitandoci a Nettuno.

E questo è accaduto ieri, grazie anche a Veronica, che non finiremo mai di ringraziare, il sindaco di San Pietro Infine, che ha concesso l'apertura del museo e la presenza di due guide e l'associazione Historicus di Caspoli, con la quale il Cinquantunesimo ha ormai una collaborazione che si può dire fraterna.

Ti aspettiamo il prossimo inverno per un ulteriore visita e per conoscere nel dettaglio quanto avvenne sulla Winter Line.

Di seguito le foto della giornata trascorsa con il nuovo direttore del Sicily-Rome American Cemetery di Nettuno. Luogo che invitiamo tutti ad andare a visitare ricordando le parole citate in precedenza.

Un ringraziamento finale a Lorenzo Hernan, nuovo socio del Cinquantunesimo, per le sue foto sempre bellissime.


















































































Sicily-Rome American Cemetery
Ass. LI Btg Bersaglieri AUC "Montelungo 1943"
Museo Historicus di Caspoli
Comune di San Pietro Infine



mercoledì 12 luglio 2017

Una divisa, la nostra storia

Quando mi è arrivato il messaggio stentavo a crederci, poi le prime foto e la certezza che quanto stavo vedendo era vero.
Una divisa da Bersagliere con lo stemma del Primo Raggruppamento Motorizzato non capita tutti i giorni; sono divise rare, come rari erano quei Bersaglieri e rare le decisioni che presero.
Il mio amico Stefano, amico del Cinquantunesimo, aveva pensato subito a me, quando la divisa era capitata nelle sue mani. 
Mi ha considerato un degno custode di quella storia, degno custode di quella memoria che la divisa portava con se.
Ed ora, con la divisa tra le mani, ripercorro questi anni passati ad onorare e ricordare, ripercorro i libri di storia, ripercorro i racconti e le memorie dei soldati.
Scorrendo la mano lungo i bordi e le cuciture sento che una storia accaduta tanto tempo fa è venuta a trovarmi e mi ha detto "grazie per quello che fai" ed ora vuole solo che la conservi e preservi dall'oblio e così sarà fatto.
Ogni centimetro di questa stoffa grida la voglia di libertà che uomini in divisa ebbero quando tutto sembrava finito.
C'è l'orgoglio di soldati smarriti che si alzano in piedi ed a costo della vita decidono di combattere con quello che hanno: una divisa estiva, un vecchio fucile, un tascapane, due mostrine rosso cremisi ed uno stemma sabaudo. Questa è stata la loro corazza per un lungo anno, li ha visti umiliati, li ha visti soffrire, li ha scaldati, più nel cuore che nel resto del corpo, essendo di cotone durante l'inverno.
Ma per ognuno di essi era l'orgoglio di essere Italiani, di essere Bersaglieri. Questa divisa durò pochissimo, per questo è rara, perchè gli eventi bellici ed il coraggio dimostrato alla fine del 1943 fecero ottenere a tutti nuove divise, di fattura Inglese, ma sempre con mostrine Italiane.
Rappresenta un piccolo periodo della storia dei Bersaglieri, un piccolo periodo della storia della guerra di liberazione Italiana.
Mi rendo conto di essere solo il custode momentaneo di questa storia, il mio viaggio terminerà un giorno, come quello di tutti coloro che l'anno posseduta, ma lei dovrà continuare a illuminare gli occhi di tutti coloro che ne conosceranno la storia e avranno modo di vederla e possederla.
La divisa sarà in mostra il prossimo dicembre presso il museo Historicus di Caspoli, in occasione dell'anniversario della Battaglia di Montelungo.
Sarà esposta insieme alla divisa di un alpino del Battaglione Piemonte ed alla divisa di un marinaio del Battaglione Bafile, per un trittico delle meraviglie, forse unico in Italia.

Soldati Italiani che combatterono sulla Winter Line insieme ai soldati Americani.
Dicembre 2017, Museo Historicus di Caspoli


Ass. LI Btg. Bersaglieri AUC "Montelungo 1943"










sabato 8 luglio 2017

Colorado Springs, San Pietro Infine, la giornata dedicata a Floyd Lindstrom

Quando per la prima volta sfogliai la lista delle medal of honor in Italia rimasi sorpreso dai nomi di due soldati americani che l'avevano meritata nella zona tra Cassino e San Pietro Infine.
Successivamente, riunendo gli appunti, scoprii che entrambi avevano combattuto sulla stessa collina, Monterotondo, posta tra San Pietro Infine e Montelungo.
Mai avrei pensato a tutto quello che questa scoperta avrebbe portato nella mia vita successiva; gli incontri, le amicizie nuove, i viaggi sulle pendici di quel monte, le ricerche, fino a conoscere i parenti e gli amici di quei due eroi, sentirmi accettato dalle loro famiglie, dai loro amici, ed onorato dei loro ringraziamenti. Floyd Lindstrom e Maurice Brett non avrebbero mai pensato che oltre 70 anni dopo persone di diverse nazioni, li avrebbero onorati e ricordati e attraverso di loro avrebbero fatto amicizia, riuniti in gruppi, associazioni o solo intorno alla bandiera americana e quella italiana.
Così è stato.
Ieri sera il mio amico Keith, dal Colorado, mi ha salutato chiamandomi "fratello" io ho fatto lo stesso con lui.
Floyd, Maurice, le vostre sofferenze, il vostro sudore, il vostro coraggio, non sono andati persi, ma hanno generato nuovi "fratelli".
Se qualcuno, nel lontano 1943, vi avesse detto questo, mentre eravate dentro le buche di Monterotondo in attesa del contrattacco tedesco, mi immagino le vostre risposte; "piantala amico e stai con gli occhi bene aperti!" " ne riparliamo quando tutto sarà finito Luiss, adesso non pensarci!".
Lo scorso inverno mi venne in mente di costruire in loro onore un monumento, sentivo il bisogno di lasciare anche in Italia una traccia del loro passaggio, di onorare quel loro coraggio nel luogo dove si era manifestato. Da qui un viaggio bellissimo fatto di incontri e di amicizie, con il sindaco di San Pietro Infine, con la signora Giuliana, con gli amici dell'Ambasciata Americna, con Veronica del Cimitero Americano di Nettuno, con il museo Historicus di Caspoli, l'Hotel Rocca di Cassino e con la nostra associazione che mi ha supportato nel progetto.
Un viaggio che ha avuto il suo apice con l'inaugurazione della stele in loro onore a Novembre con il picchetto d'onore dei Marines venuto dalla base Nato di Napoli.
Dalle foto, pubblicate sui social, arrivarono in seguito i primi contatti con i parenti di Britt e poi con gli amici del Colorado che onorano Lindstrom.
Il mese scorso mi sono ritrovato con gli amici dell'associazione a raccogliere un pò di terra di Monterotondo e la settimana successiva con mia moglie a passeggiare per la spiaggia di Nettuno e raccogliere un pò di sabbia di Anzio, al tramonto. 
Il tutto fu poi conservato in due barattoli di vetro, scelti all'Ikea, e spedito in Colorado.
Di quella sera ricordo la cena con Natalia a parlare delle gesta di Lindstrom e del perchè di quei due barattoli. Mentre una mattina ricordo il postino che mi consegnava un busta dal Colorado con una spilla di Lindstrom e una pietra... un pezzo della prima pietra posta per costruire l'ospedale in suo onore.
L'amicizia con Keith divenne ancora più forte quando mi arrivò la foto dei due barattoli, posti sopra la lapide di Lindstom, avevano fatto quindicimila chilometri per andare da lui.
E poi l'altro ieri, quando a Colorado Springs, si è celebrata una giornata in memoria di Floyd Lindstrom, medal of honor nella collina di Monterotondo nel novembre del 1943.
Floyd non fece in tempo a vedere la medaglia, volle andare con i suoi ragazzi in missione, dopo lo sbarco di Anzio, anche se gli ordini erano di restare al campo in attesa della cerimonia.
Fu ucciso e dichiarato disperso in azione, poi ritrovato diverse settimane dopo.
La giornata a lui dedicata si è svolta proprio presso quell'ospedale militare, dedicato a lui.
Dissi a Keith, "ma se facciamo un collegamento via Skype e mentre voi lo onorate noi depositiamo una corona?"
La mattina dopo Keith si recò presso l'ospedale, fu migliorata la connessione nella sala centrale, ed alle 10:30 locali, le 18:30 in Italia, il collegamento fu stabilito e noi festeggiammo con loro dalle pendici di Monterotondo.
Da qui, da questo Blog, voglio ringraziare tutti per quello che hanno fatto in tutti questi mesi, un ringraziamento particolare al mio amico e fratello Keith ed uno finale a Floyd Lindstrom.
"E' sempre troppo poco quello che facciamo per onorarti e ringraziarti, ma tutto quello che vedi nelle foto è fatto da uomini liberi, che devono la loro libertà anche Te"

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