lunedì 27 febbraio 2017

Un bel regalo...


La telefonata arrivò inaspettata, all'altro capo del filo immaginario che ci univa c'era la figlia di un reduce del Cinquantuesimo.... 
Poche parole, precise e incisive, i complimenti per gli articoli pubblicati su Facebook e la voglia di iscriversi.
Poi quella frase che parte leggera e alla fine crea un eco che tarda a svanire...
"Vi devo regalare un libro fatto da mio padre è il suo diario di guerra!"
Il resto fu solo l'attesa del giorno dell'incontro e quel libro, estratto con amore dalla borsa e donato con un sorriso... ed io, rimasto solo sotto i portici di piazza Sempione, dopo un caffè preso con Lei, seduto sullo scalino a leggere i ricordi di Ivo Turchetti, noncurante della pioggia che nel frattempo aveva iniziato a cadere.
Il libro non si trova... non cercatelo.

Ivo Turchetti
LI Btg. Bersaglieri AUC
2a Compagnia

Da Marostica a Bari, da Montelungo a Bologna.







La cartolina che viene da lontano

Era il 3 novembre del 1942, un allievo ufficiale di complemento del LI Btg. Bersaglieri, 3a compagnia moto, di nome Cesare, prende una cartolina in un negozio di Marostica e la invia ai suoi cari a Verona, in via Interrato acqua morta; un lungo viale che costeggia il fiume Adige.
Un gesto semplice, forse dovuto al senso di solitudine che riporta il pensiero a casa, ed ai propri affetti.
Un tavolo in un bar nella piazza assolata di Marostica, una stilografica, un po d'inchiostro e le parole che dal cuore arrivano al pennino pronte per essere spedite.
Il cappello rosso cremisi che corre verso la buca delle regie poste ed il viaggio ha inizio, mentre il Bersagliere ritorna sui suoi passi immaginando già di poter leggere la risposta e sentirsi di nuovo vicino a loro.
La cartolina ha viaggiato, raggiunto i cari e poi è stata conservata in qualche cassetto o in qualche scatola vuota dei dolci di Natale, utilizzata per conservare le lettere e le cartoline del proprio figliolo. In questi 75 anni nessuno l'ha più vista e letta, fino a raggiungere, nel suo penultimo viaggio, l'espositore di un venditore di numismatica.
E' stato davvero un colpo di fortuna o forse doveva andare così, ma alla fine del viaggio, la sua nuova dimora è quel LI Btg. Bersaglieri, che nel frattempo è passato attraverso Bari, Montelungo, Bologna e la guerra di liberazione.
Un piccolo frammento della grande storia della nostra guerra; un ragazzo, un Bersagliere che volta l'angolo della piazza di Marostica e sparisce nel viale che porta alla caserma.

Entrando nella vita privata di un Bersagliere, pubblichiamo la sua cartolina, restando emozionati per la frase che ha scelto posta sulla cartolina.  



blogger.



Dalla Liebig la cartolina della battaglia di Montelungo

Addentrarsi nel mondo della Liebig è davvero un'impresa titanica perchè ci si trova dinnanzi uno scenario davvero eterogeneo, che non si ferma alle sole figurine - collezione più famosa - ma investe anche la reclamistica, le cartoline, i manifesti, i menu, i segnaposti, i calendari, e rappresenta - per la varietà dei temi trattati, la ricchezza numerica dei pezzi esistenti, e la varietà delle edizioni emesse per ogni Paese - un capitolo a parte nell'universo del collezionismo.            Tutto iniziò dopo la metà del XIX secolo, nel 1860 circa, quando sulla clientela dei Grandi Magazzini francesi si riversarono un'infinità di piccoli oggetti propagandistici che avevano lo scopo di incrementare le vendite. Tra questi, grazie soprattutto all'utilizzo della stampa a colori che ne permetteva la proAddentrarsi nel mondo della Liebig è davvero un'impresa titanica perchè ci si trova dinnanzi uno scenario davvero eterogeneo, che non si ferma alle sole figurine - collezione più famosa - ma investe anche la reclamistica, le cartoline, i manifesti, i menu, i segnaposti, i calendari, e rappresenta - per la varietà dei temi trattati, la ricchezza numerica dei pezzi esistenti, e la varietà delle edizioni emesse per ogni Paese - un capitolo a parte nell'universo del collezionismo. Tutto iniziò dopo la metà del XIX secolo, nel 1860 circa, quando sulla clientela dei Grandi Magazzini francesi si riversarono un'infinità di piccoli oggetti propagandistici che avevano lo scopo di incrementare le vendite. Tra questi, grazie soprattutto all'utilizzo della stampa a colori che ne permetteva la produzione di migliaia di copie, si diffuse l'uso di regalare delle figurine pubblicitarie - cromo da ritagliare o rettangolini a colori con scene varie, spesso ordinati in serie - che, ovviamente, reclamizzavano una vasta gamma di articoli o di ditte. La prima figurina francese conosciuta è una Bon Marché 1866. La sua datazione proviene dal calendario stampato sul retro. Esistono infatti ricercatissime figurine-calendari che è facile datare, ma ve ne sono altre la cui anzianità va ricercata in altre tracce. Bisogna poi stabilire se si tratta di figurine o di che altro...Generalmente si parla di figurine quando c'è anche della pubblicità. Il loro mercato comincia con le mitiche "sedie" o "poltrone" - parole stampate sul retro della cromolitografia o sotto la figura pubblicitaria a colori - che fanno la gioia dei più sfegatati collezionisti. Di esse, però, non si sa molto: sembra che nella Parigi dell'Ottocento vi fossero sedie e poltroncine disposte all'aperto, in molte parti della città, in posizioni piacevoli, e per stare seduti a guardare il passeggio bastava acquistare e consegnare all'addetto un talloncino figurato e numerato, che lo stesso obliterava. Tuttavia, se ne trovano altri, di produzione francese, soprattutto legati a servizi pubblici, come quello dei tram, quello dei battelli fluviali, ecc. Anche in Italia, intorno al 1865, la Società Romana dei Tramways emetteva tagliandi da 15 centesimi con sopra le vedute di Roma. Insomma, invece che figurine bisognerebbe chiamarli biglietti, ma i collezionisti li definiscono normalmente figurine. E' difficile infatti mettere dei limiti o stabilire confini o classificazioni rigide. Alcuni sono solamente biglietti commerciali strettamente legati all'attività di una determinata azienda e alle volte uno stesso soggetto era stampato per ditte diverse, ma una parte della tiratura era anonima e si poteva acquistare presso i mercanti di immagini. E' il caso del Bon Marché di prima del 1866 e anche delle Liebig (16 pezzi) della serie numero uno, con le immagini in varie tonalità di verde degli stabilimenti uruguayani. Per tutto l'Ottocento furono poche le aziende che poterono permettersi una tiratura personalizzata. Nel 1872 circa, il Barone Justus von Liebig adotto tale forma di pubblicità per i suoi famosi prodotti, introducendone la distribuzione gratuita ai consumatori o dandole in cambio di "punti": dapprima regalando le figurine nei tipi "sedia", anche senza scritte promozionali e, solo successivamente, nel Novecento, facendone stampare di specifiche per la sua ditta e successivamente introducendo i primi oggetti di alta reclamistica. Le figurine Liebig si distinguono da ogni altra per la qualità della stampa in cromolitografia fino a 12 colori e la perfezione delle immagini, in molti casi realizzate da artisti di notevole livello, che documentano perfettamente il soggetto. Inoltre si tratta di serie di 6/12/18 esemplari, con una spiegazione/commento stampata sul retro.  Quelle di fine '800 inizi '900, presentano la pubblicità del prodotto sul davanti, arricchita dalle volute e dai ghirigori del Liberty. Quelle del '900 sono più pulite, più semplici, e la pubblicità è limitata ad una scritta sulla cornica con la firma di Justus in un angolo; la stampa è sempre molto accurata. Esistono più serie dedicate ad uno stesso tema e variano in ogni campo. Storia sacra e profana, Musica, Vita di illustri personaggi, Regno della natura (con una varietà incredibile di fiori e animali), Scienza, ecc. Le figurine più apprezzate sono quelle olandesi o tedesche. Quelle italiane, sotto il marchio Compagnia Italiana Liebig -creata appositamente per il nostro mercato- iniziano dalla serie n.1280 del catalogo Sanguineti, il più famoso estimatore e collezionista dell'universo Liebig. Durante la I Guerra, la distribuzione venne effettuata tramite la Svizzera che era neutrale, mentre, durante la II Guerra Mondiale, la produzione e la distribuzione continuarono ininterrottamente sino al 1972, anno in cui la pubblicazione cessò, con la serie n.1866, dedicata al Regno Animale. In totale vennero emesse 1900 serie circa, nell'arco di un secolo.

fonte dati: Patrizia Roca

Ed ecco qui la nostra cartolina, pubblicata negli anni '50 per raccontare, tra le battaglie famose della fanteria, quella di Montelungo.
La scena riprodotta segue filologicamente gli accadimenti dello scontro e rende viva l'immagine a colui che di seguito leggerà la storia di quanto accaduto.