domenica 6 dicembre 2020

Da Bari a Montelungo, il viaggio.


Riproponiamo il viaggio fatto nel 2017 sui luoghi dei primi scontri del LI Btg. Bersaglieri AUC


Post del 05/12/17 prima parte

Vi scrivo quando il viaggio è finito da alcune ore ed ho ancora in mente centinaia di immagini e di emozioni, sto cercando di mettere ordine nella mia mente, ma il desiderio è quello di chiudere gli occhi e tornare con la mente ai tre giorni passati in Puglia, lungo i sentieri percorsi in moto dai ragazzi del Cinquantunesimo. Tanti i momenti vissuti, tante le persone splendide conosciute, tante le situazioni in cui ci siamo sentiti di ritornare al passato e di rivivere i racconti che i reduci ci hanno lasciato nelle loro memorie. Un viaggio bellissimo, il primo di una serie, che vi racconteremo fino al nostro giorno più importante, quell'otto dicembre prossimo in cui ricorderemo quei ragazzi che tra Bitonto, Trani e Bari correvano con le loro moto rumorose, cinquecento di cilindrata, sotto i meravigliosi ulivi verdi di Puglia, nel bianco della polvere alzata dalle ruote sulla terra rossa e fertile; in un quadro tricolore.

Partiamo con il nostro viaggio seguendo i racconti e la memoria... che ci porta ad un treno che da Marostica, dopo tante fermate e diversi giorni, trasportava il LI Btg. Bersaglieri AUC verso sud.
Le compagnie dormivano dentro vagoni merci, sdraiate in terra con la sola paglia per materasso; era questa la condizione del nostro esercito in quella calda estate del 1943.

Il convoglio si fermò in due diverse stazioni, tutti i reduci le ricordano perfettamente nelle loro memorie; tutti scesero per salire sui camion e sulle moto con destinazione ignota...

Siamo tornati 74 anni dopo a visitare quelle due piccole stazioni, il nostro viaggio, come il loro, parte da qui, dalle stazioni di Bari Palese Macchie e Bari S. Spirito. Due stazioni cambiate nel tempo, ma che, nel loro silenzio di un pomeriggio troppo calmo per sembrare vero, ci hanno lasciato passeggiare e riflettere in silenzio.







Restammo in silenzio in tutte e due le stazioni, il viaggio stava iniziando anche per noi, dallo stesso punto in cui era iniziato per i nostri Bersaglieri.



Ripartimmo sapendo che la prossima tappa sarebbe stata difficile da trovare; quell'uliveto dove i camion e le moto spensero i motori e vennero montate le tende e di primi turni di guardia.
Dai racconti dei reduci Bombardini e Turchetti rileviamo che tutti i convogli partiti dalle due stazioni percorsero una strada dritta e poi voltarono per entrare in un vasto uliveto nei pressi dell'aeroporto. Nei giorni successivi, sempre nei racconti, si ricordano attacchi aerei all'aeroporto e velivoli in fiamme, tanto da far dedurre che il campo fosse in prossimità delle piste. Riportando tutte queste informazioni sulla carta geografica ne ricavammo un ponto abbastanza preciso dell'ubicazione del campo, ma la strada interrotta per il maltempo ci ha impedito di proseguire fino al punto fissato, ritorneremo...



Nei giorni dell'accampamento sotto gli ulivi di Palese Macchie, le memorie dei Bersaglieri del Cinquantunesimo si concentrano in alcune zone specifiche che verranno riportate fino a noi nei loro racconti. Gli appunti di viaggio ci portano quindi a Casino Fon Sylos, una masseria nei pressi dell'aereporto dove sostarono i ragazzi della terza compagnia.
Arrivammo alla masseria in serata, un viale di ulivi ci accompagnava all'ingresso e come non pensare che su quello stesso viale passarono a velocità, Riccardi, Aguzzi, Barletta, Bombardini, Branchi, Moise, Orioli, Sali, Velli, solo per citarne alcuni.
Anche qui, ogni nostro passo era misurato, lento, nel silenzio di un crepuscolo che ci lasciava gli occhi lucidi per aver ritrovato quel luogo e per viverlo in quel momento.






Post del 17/12/17 seconda parte

Nei ricordi del Bersagliere Bombardini, terza compagnia motociclisti, riportati nel libro "il mio diario di guerra" il periodo di Palese Macchie li vide impegnati in altri due luoghi. 
Il primo, dal nome Cà Framarino, era un luogo caldo e assolato, dove i bersaglieri andavano ad esercitarsi con le armi, nei suoi ricordi, l'arsura era resa ancora più insopportabile per un fontanella posta al centro della masseria da cui non usciva acqua.
Abbiamo ritrovato quel luogo e quella fontanella, che ancora oggi è secca.







Il secondo luogo è un bunker, posto nei pressi di un canalone, poco fuori Bari.
Arrivarono in sette, con le loro moto ed una Breda 37, occuparono l'ultimo bunker, nei pressi dei binari della ferrovia e qui restarono per alcune notti. Un bersagliere ogni tanto si avvicinava alle rotaie per sentire l'arrivo di qualche convoglio. Il bunker oggi si presenta in pessime condizioni in una zona divenuta discarica a cielo aperto.
Ci ha fatto male vederlo così pensando ai nostri che lo tennero in custodia 74 anni fa, ma sappiamo che i Bersaglieri di Bari sono già all'opera per il suo recupero.








E vennero i giorni di Bitonto, il campo di Palese Macchie fu lasciato per una più comoda sistemazione; il pavimento di una scuola nel centro di Bitonto! ... siamo tornati in quella scuola e l'accoglienza è stata incredibile, mai ci saremmo aspettati tanto calore e tanta disponibilità.
Le classi della 5a elementare erano tutte in nostra attesa e ci è dispiaciuto non arrivare con una fanfara ed i cappelli piumati, ma lo faremo, un giorno lo faremo.




Ai bambini raccontiamo quello che è successo in quella scuola.




Un emozione il loro ringraziamento; un inno d'Italia cantato tutti insieme. Da qui partirono dei ragazzi in cerca dell'Italia smarrita, combattendo contro il nazifascismo fino a Bologna e da oggi i bambini della 5a elementare conoscono la loro storia...


L'ufficio del preside, nel '43 il comando del Battaglione, le idee ed i progetti per il futuro, per continuare ad onorare e ricordare.


Un giornalista ci intervista per un articolo che uscirà qualche giorno dopo


I corridoi dove nei giorni dell'armistizio i ragazzi del cinquantunesimo presero alloggio.




Un immagine della scuola nel 1943


La mattina dell'8 settembre del 1943, in questo cortile i bersaglieri prendevano il caffè per la colazione mentre la radio annunciava l'armistizio, in questo cortile decisero di restare uniti e di combattere, da questo cortile partirono per diverse  missioni in terra di Puglia.


Accanto all'ufficio del preside un pulsante con scritto "sirena" e nel balcone al primo piano la sirena  che suonava gli allarmi, sta li da 74 anni ed il preside ogni tanto la suona....



La sirena...


la scuola oggi...






Trani...
i ricordi di Trani sono fissi in molti dei Bersaglieri del Cinquantunesimo, a Trani ci fu uno dei primi scontri a fuoco e rimase ferito Leone Orioli, qui i motociclisti scortarono un ufficiale presso la caserma del 9 rgt del Genio e dopo averlo lasciato in caserma arrivò l'allarme che i tedeschi stavano razziando un deposito di carburante ed altri materiali del reggimento.
I bersaglieri partirono in moto e si diressero al deposito, alla vista dei tedeschi, ormai prossimi alla fuga con i camion in strada, lasciarono le moto in terra e si prepararono allo scontro riparandosi dietro degli alberi.
Leone Orioli racconta di aver sentito una raffica di mitra passare proprio sopra la sua testa e schiantarsi sul muro di cinta, in seguito notò di essere stato ferito e fu trasportato presso un infermeria all'interno dello stabile. Ma dove trovare tutto questo? Oggi il 9 reggimento del Genio si trova in una nuova caserma poco fuori Trani... e l'aiuto ci è arrivato dal Centro Jobel, che qui salutiamo e da una cartolina in vendita su E-Bay, dove si vedeva la vecchia sede della caserma, oggi sede del comune di Trani. Gli amici del Centro Jobel, vista la cartolina, hanno subito riconosciuto la sede del comune e ci hanno accompagnato presso gli uffici, dove abbiamo trovato altrettanta cortesia e disponibilità sia del personale che dal comando dei Vigili che dopo averci fatto visitare l'ex caserma ci indicavano la sede delle guardie campestri, dove un appassionato dei fatti militari avvenuti a Trani ci avrebbe aiutato a ricostruire quanto accaduto... tutto il resto è stato solo magia, alchimia che si stabilisce tra chi ha la passione per la storia, per la ricerca e per la ricostruzione storica dei fatti avvenuti nella propria terra.

La vecchia sede del 9 reggimento del Genio oggi sede del Comune



Qui Leone Orioli ed i suoi parcheggiarono le loro moto...


Da qui partirono per il deposito materiali...



Deposito materiali del Genio, oggi rimessa scuolabus. I bersaglieri della Terza Compagnia si fermarono all'altezza della macchina in transito.


Da questo cancello i Tedeschi stavano rubando carburante ed altri materiali dal deposito. I camion probabilmente erano poco fuori il cancello tra l'ingresso e le strisce pedonali.



Da questa posizione (foto in basso) i Tedeschi fecero fuoco verso i Bersaglieri distesi in terra e dietro gli alberi all'altezza del furgone bianco. Nella foto Paolo Farinosi ringrazia la Vigilessa del comando di Trani, gentilissima come tutti i suoi colleghi che ci hanno aiutato nella ricerca storica dimostrando a noi grande attaccamento alla città che rappresentavano e grande professionalità


I proiettili che Leone Orioli sentì schiantarsi sul muro di cinta del deposito hanno lasciato il segno... visibile anche 74 anni dopo!




Da questo punto i Bersaglieri fecero fuoco, Leone Orioli fu ferito proprio mentre era disteso dietro l'albero in primo piano.


Una volta finito lo scontro a fuoco Leone fu portato all'interno del deposito presso l'infermeria.



Inutile raccontare l'emozione nell'entrare in quei locali.. dopo averli trovati. 



Bari

A Bari l'insurrezione contro i Tedeschi parti dalla sede delle Poste Italiane, oggi sede dell'Università.
I Baresi iniziarono a difendere la propria città sparando dalle finestre di questo edificio; la rivolta iniziava e portò alla liberazione della città.

  fonte foto: uniba.it


Un colpo partito dalle finestre delle Poste.


Nel frattempo i Bersaglieri del Cinquantunesimo si erano trasferiti nella scuola elementare Giuseppe Garibaldi di Bari, che ancora oggi fa bella mostra di se..




In questo luogo il principe ereditario Umberto salutò i Bersaglieri del Cinquantunesimo schierati in suo onore presso il Porto di Bari.



Era il 28 Settembre del 1943, oggi sono rimasti pochi alberi ed un nuovo edificio copre la vista delle ciminiere. La seconda che si vede a sinistra oggi è in parte crollata. Il punto esatto è stato determinato unendo le due punte e creando un triangolo virtuale.


Una foto di un battaglione di tedeschi che marciano lungo via Napoli a Bari ci ha dato l'occasione per ricercare il punto esatto dove scattarono la foto... il cancello è ancora li, mentre le tre porte sono state murate.



Foto tratta da. Bariinedita.it

Nel nostro viaggio abbiamo avuto anche l'onore di visitare la sezione ANB di Bari, una splendida sede, che conserva molti reperti del Cinquantunesimo, vederli è stata una grande emozione.
Da questo Blog salutiamo Giorgio Riccio e Salvatore Lippolis per la loro accoglienza.




Le bici dei ragazzi del Cinquantunesimo....




Il simbolo della nostra associazione nasce da questi disegni, custoditi presso la sede ANB di Bari.




Il Crest dell'associazione, introvabile...


E di nuovo le bici di quei ragazzi che affrontarono i tedeschi a Bari..












Termina qui il nostro viaggio a Bitonto, Bari e Trani, alcune delle città che videro i Ragazzi del Cinquantunesimo dare vita insieme con altre poche migliaia di soldati a quello che fu definito il Secondo Risorgimento d'Italia.
Un viaggio bellissimo, pieno di incontri con persone meravigliose che daranno vita a prossime collaborazioni nelle quali continueremo ad onorare e ricordare quel gruppo di ragazzi, non ancora ufficiali, che restarono uniti nell'ora più triste della nazione e tennero alto l'onore d'Italia.
Un viaggio solo all'inizio e che ci vedrà tornare presto in altri luoghi dove il Cinquantunesimo ha lasciato traccia di se.
La nostra voglia è quella di raccontarvi tutto il viaggio, da Bari a Bologna, forse solo allora saremo completamente appagati e avremo regalato a noi stessi ed a tutti voi un documento che nel tempo resterà a raccontare ed onorare quello che fecero i nostri padri.

Ass. LI Btg. Bersaglieri AUC "Montelungo1943"

blogger





1 commento:

  1. Buongiorno sto conducendo una ricerca su Lama Balice e le masserie abitate dagli inizi del 1900 e in particolare quella di Caggiano e Framarino. Mi sono imbattuto nel vs racconto e successivamente in questo blog. Sono interesssato ad avere notizie, immagini sul trascorso palesino in Ca' Framarino e le persone che ci abitavano se ne ricordate i nomi o episodi. Le foto che avete riportato mi hanno fatto comprendere che siete arrivati recentemente quando era in corso un progetto di cui anch'io facevo parte. Per la risposta preferisco la inviate a pietrogpantaleo@gmail.com. Attendo con trepidante attesa il riscontro.

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