lunedì 13 febbraio 2017

Piloti di Lockheed P-38 Lightning - Richard I. Bong "Ace of Aces" parte 4

Iniziamo il viaggio tra gli assi che volarono sui Lockheed P-38 “Lightning” parlando dell' "Asso tra gli Assi"; Richard I. Bong.
Riportiamo di seguito lo splendido articolo redatto da Alessandro Rao, sul sito ; www.storiologia.it/aviazione




Bong, fu un pilota da caccia molto popolare, conosciuto con l’appellativo di "Ace of Aces" da quel vasto pubblico statunitense che nel corso della Seconda guerra mondiale, fu entusiasticamente vicino ai suoi eroi d’ogni arma. Bong, raffigurò una generazione di giovani americani, i quali, lasciando le loro famiglie, entrarono volontariamente nelle forze armate, per difendere la minacciata libertà.
“Dick” Ira Bong conseguì nei cieli del Pacifico 40 vittorie aeree nell’arco di tre anni, superando il record di 26 vittorie ottenute dall’asso Eddie Rickenbacker durante la Prima guerra mondiale. Tuttavia, il destino non fu clemente nei suoi confronti, poiché rimase vittima di un fatale incidente di volo nel cielo della California a poca distanza da Hollywood, mentre collaudava il nuovo caccia Lockheed P-80 “Shooting Star” destinato ad essere il primo aviogetto operativo nei reparti dell’USAF. 
Biografia
Richard I. Bong, nacque il 24 settembre del 1920 a Poplar (Pioppo), un piccolo villaggio situato nella contea di Douglas, nello stato settentrionale del Wisconsis (USA) da madre svedese immigrata e da padre americano. La prima educazione ricevuta fu quella tradizionale con il rispetto dei principi fondamentali del buon vivere e soprattutto con uno spiccato senso di devozione verso la propria Patria. Fin da ragazzo rivelò subito il suo interesse nei riguardi della tecnica, iniziando proprio da quelle macchine agricole che il padre utilizzava giornalmente per i lavori della sua fattoria. Fu altrettanto molto interessato verso le altre attività, da quelle sportive come il baseball, basket, caccia, pesca e modellistica a quelle spirituali con gl’impegni verso la sua parrocchia dove era corista. Certamente, la sua indole di bravo ragazzo, a fronte di un’educazione attenta, non avrebbe lasciato immaginare lontanamente che di li a pochi anni fosse diventato un provetto pilota da caccia contro i nemici giapponesi.
Nel 1938, s’iscrisse alla scuola per piloti civili presso il “Superior State Teachers College” conseguendo il brevetto di volo. A giugno del 1941, si arruolò nell’Aviazione dell’Esercito (US Army Air Corps) e dopo aver frequentato il corso all’Accademia Aeronautica di Rankin in California, ottenne quello di pilota militare.
A gennaio del 1942, poco dopo l’attacco giapponese a Pearl Harbor, completò l’addestramento presso la base di Gardner Field in California, su velivoli biplani per il volo basico Boeing PT-13, PT-17 e Vultee BT-13. Successivamente, fu destinato al campo di volo di Luke nei pressi di Phoenix in Arizona, dove continuò l’addestramento sul più impegnativo monomotore North American AT-6 “Texan”; con questo aereo da scuola avanzata, dimostrò subito la sua attitudine al volo acrobatico essere di gran lunga migliore a quella dei suoi compagni di corso, tanto che i superiori lo giudicarono idoneo ad attuare il passaggio sul caccia predominante di quegli anni, che fra l’altro, non permetteva alcuna incertezza da parte di chi lo avesse pilotato: il bimotore Lockheed P-38 “Lightning”. 
Si racconta che nella base di Luke, uno degli istruttori, l’allora Cap. Barry Morris Goldwater (1909-1998) che sarebbe diventato più tardi un noto politico statunitense repubblicano, espresse il seguente apprezzamento nei confronti del pilota Bong:
" E’ un allievo molto bravo, sia nella teoria, sia nella pratica. Durante un volo di allenamento, bensì volasse con il “Texan” piuttosto lento, un altro pilota che lo seguiva con un P-38 non riuscì a restargli dietro."
In questo modo giunse il giorno più emozionante di Bong, iniziando a volare con il potente P-38 che in breve tempo sarebbe diventato il suo cavallo di battaglia nel teatro operativo del Sud Pacifico. Nella base di Hamilton Field, infatti, presso San Francisco, la sua assoluta padronanza di questo favoloso caccia, suscitò l’interesse del Gen. George Kenney, presto capo della 5th Air Force operante dalle basi nello stato del Queensland in Australia e non si lasciò sfuggire l’occasione di volerlo ai reparti in linea di combattimento, sicuro di aver individuato un vero asso.
Pertanto, Bong, nominato Sottotenente (Second Lieutenant) ebbe il primo incarico operativo presso la base di Hamilton Field a S.Francisco all’ 84th Fighters Squadron del 78th Group, dove avvenne il passaggio al caccia P-38. 
Si racconta di un singolare episodio avvenuto proprio in quel periodo, quando Bong non era ancora assillato dai regolamenti e dagli impegni più gravosi che di li a poco avrebbe dovuto affrontare. 
A San Anselmo, una cittadina a nord di S.Francisco, il 12 giugno 1942, una splendida giornata californiana, in occasione del matrimonio di un pilota della squadriglia, Bong, assieme ad atri tre compagni con i loro P-38, effettuarono un volo a bassa quota alquanto rischioso sopra la casa degli sposi, creando un certo disappunto degli abitanti della zona. 
In più, sulla strada del ritorno, gli allegri piloti, osarono un passaggio sotto il Golden Gate Bridge a circa 60 metri di quota. Per questo gesto di assoluta goliardia, fu messo a terra la sera stessa per avere disatteso le regole di volo dopo una telefonata dello stesso Gen. Kenney che lo aveva prescelto.
Ma lo stesso intransigente superiore, sospese il periodo di punizione di Bong riabilitandolo speditamente. Il Gen. Kenney nelle sue memorie ricorda: "Avevamo bisogno di piloti come questo ragazzo”.
Il 3 settembre 1942 a Brisbane, in Australia, il gen. Mac Arthur selezionò i migliori 50 piloti da impiegare al 5th Air Force nel Sud Pacifico fra i quali c’era Bong che fu destinato, il 10 settembre, al 9th Fighter Squadron "Flying Knights" “Cavalieri volanti" del 49th Group con sede a Darwin dove si adoperò per una maggiore esperienza al combattimento con il P-38. Dello stesso 49th Group, fece parte il famoso 8th Squadron "Blacksheep" “Le pecore nere” di Gregory “Pappy” Boyington. (Vedasi: "Boyington “Whisky” e “Looping”).
Successivamente fu assegnato, sempre per volontà del Gen. Kenney che lo seguiva attentamente, nel Sud-Ovest del Pacifico a Port Moresby in Nuova Guinea presso il 39th Fighter Squadron del 35th Group. Qui, ebbe come collega di volo un altro asso della caccia, il Cap. Thomas Lynch (20 vittorie).
La prima vittoria a bordo di un P-38, per Bong, giunse la mattina del 27 dicembre 1942 nella battaglia di “Buna e Gona” quando abbatté due caccia nipponici, un Mitsubishi A6M "Zero" ed un Nakajima Ki-43 "Oscar" per cui fu insignito della “Silver Star”. Tuttavia, Bong, già era stato valutato come un pilota da caccia straordinario, un autentico asso, quando il 7 gennaio aveva abbattuto altri due caccia nipponici “Oscar”.
Senza dubbio, la battaglia di “Buna e Gona” iniziata il 16 novembre del 1942, fu una delle più decisive e cruente avvenute nel Sud Pacifico, combattuta da australiani, americani e inglesi contro le teste di ponte giapponesi. A marzo del 1943, Bong, rientrò nel 49th Group e a giugno fu insignito della DFC (Distinguished Flying Cross). Il 26 luglio nel cielo di Lae, abbatté quattro caccia giapponesi e per questa impresa fu decorato con una DSC (Distinguished Service Cross) e fu nominato Capitano (Captain) il mese successivo. (a soli 23 anni!!)
Al primo rientro negli States, avvenuto a dicembre del 1943, Bong, conobbe Marjorie “MARGE” Vattendahl presso il Superior Teachers' College nel corso di una manifestazione degli insegnanti. Fra i due nacque subito una simpatia tanto che Bong, dopo il ritorno al fronte a gennaio del 1944, soprannominò il suo caccia “Marge” facendone dipingere l’immagine e il nome nella parte sinistra del muso, un’icona che divenne molto nota fra il personale delle basi. Di certo, il Cap. Bong, raggiunse l’apice della notorietà allorquando alla fine del mese di aprile del 1944, a Hollandia nella Nuova Guinea olandese, conseguì la sua ventisettesima vittoria, superando il record di 26 velivoli distrutti in aria dell’asso Eddie Rickenbacker durante la Prima Guerra Mondiale. 
Ancora una promozione in campo col grado di Maggiore (Major).

Dal dicembre 1943 fino a gennaio del 1944 distrusse 21 velivoli così distribuiti: 

8 “Oscar”
3 “Sally”
3 “Zero”
6 “Betty”
1 “Tony”

Successivamente, dal mese di febbraio al 16 dicembre dello stesso anno, distrusse altri 19 velivoli: 
5 “Oscar”
4 “Sally”
9 “Zero” 
1 “Tony” 
per un totale di 40 vittorie omologate oltre a vario tonnellaggio di naviglio durante la campagna delle Filippine. E tutto ciò, nonostante gli fosse stato ordinato d’ingaggiare combattimenti solo in caso di difesa, in modo particolare nell’ultimo periodo di permanenza in zona operativa. 
Per i superiori, ormai, era diventato un elemento indispensabile, in quanto sarebbe stato un ottimo istruttore per i nuovi piloti da caccia che davano il cambio ai cosiddetti “war veterans”. Tra maggio e luglio del 1944, Bong, rientrò negli Stati Uniti, per una serie di conferenze, data la sua popolarità, partecipando poi ad una promozione per la vendita di obbligazioni di guerra. 
Tuttavia, non fu il primo ad essere utilizzato per fini propagandistici, si ricordi la vicenda ancora più famosa del bombardiere B-17 “Memphis Bell” uscita indenne dopo 25 missioni compiute nei cieli del III Reich. Appena concluso il tour propagandistico nei diversi States, ritornò ancora una volta e con maggiore entusiasmo a combattere i giapponesi concludendo la serie di vittorie il giorno 16 o 17 (?) dicembre, con l’abbattimento di un caccia “Oscar” su Mindoro, nelle Filippine.
Proprio alcuni giorni prima, il 12 dicembre, con una solenne cerimonia sul campo d'aviazione di Tacloban a Leyte, il Gen. Mac Arthur decorò, l’ormai famoso asso, con la più alta onorificenza del Congresso, la “Medal of Honor” per la sua intensa attività nei cieli della Nuova Guinea e delle Filippine con la seguente motivazione: "Per distinzione e audacia dimostrata in azione oltre il senso del dovere nella zona sud-ovest del Pacifico dal 10 ottobre al 15 novembre 1944, anche se destinato come istruttore di tiro senza obbligo di partecipare ad azioni belliche, il Magg. Richard I. Bong, volontariamente, prendeva parte con aggressività in ripetute e pericolose missioni di combattimento sulla zona di Balikpapan nel Borneo e Leyte nelle Filippine conseguendo otto abbattimenti di aerei nemici."
Dopo 500 ore di missioni in volo e la conquista di 40 vittorie aeree, rientrò definitivamente negli Stati Uniti, sempre su ordine del Gen. G. Kenney che aveva l'intenzione di avviarlo al collaudo di nuovi velivoli. Questa volta fu l’occasione per unirsi in matrimonio con “Marge” precisamente, il 10 febbraio 1945. Alla favolosa cerimonia in stile hollywoodiano, vi parteciparono un migliaio di ospiti. Ma subito dopo la breve parentesi rosa, l’asso statunitense, fu destinato alla base di Wright-Patterson in Ohio e dopo alla Lockheed a Burbank in California con incarico di collaudare un nuovo caccia a getto che non riuscì ad essere operativo in quanto il conflitto si concluse prima. 
Gli fu affidato l’aviogetto Lockheed P-80 “Shooting Star” matricola 44-85048. Dopo una dozzina di voli per un totale di quattro ore e mezzo, il giorno 6 agosto 1945, concluso il checklist del velivolo si staccò dalla pista di Burbank in California raggiungendo i 1200 metri di quota.
Tuttavia, sopra la località denominata Oxnard St & Satsuma Ave, a nord di Hollywood, il turbogetto, iniziò a lasciare dietro a se una striscia di fumo nero. In seguito, fu accertato trattarsi di un guasto alla pompa di alimentazione che fra l’altro, era stato causa di un precedente incidente mortale. Bong non volle abbandonare l’aereo ma fiducioso tentò un atterraggio di fortuna. La manovra non riuscì, il P-80 dopo aver cabrato, scivolò d’ala destra e in pochissimi istanti toccò il terreno esplodendo tragicamente. Una scena terrificante, purtroppo comune a tanti piloti più sfortunati. 
Finì così il grande asso americano, non in combattimento ma in un comune incidente di volo. La notizia si diffuse per radio dopo poche ore senza avvertire prima la famiglia. L’episodio colpì fortemente la giovane moglie “Marge” che subì, come ella raccontò nel suo libro “Memories”, un profondo shock che la condizionò notevolmente per il resto della vita.
L’eroe del Pacifico, finì così la sua giovane esistenza nell’adempimento del suo lavoro, l’unico al mondo che avrebbe fatto per tutta la vita se il destino fosse stato più benevolo con lui. 
Aveva allora soltanto 25 anni. E mancavano pochi giorni alla fine del conflitto mondiale.
Fu sepolto nel cimitero della sua città natale Poplar nel Wisconsin. 
Decorazioni aggiunte alla “Medal of Honor” furono:

• “Distinguished Service Cross “ con 1 Oak Leaf Cluster (foglie di quercia)
• “Distinguished Flying Cross” con 6 OLC
• “Silver Star” con 1 OLC
• “Air Medal” con 14 OLC
• “Air Medal Distinguished” (med. britannica)
• “American Defense Service Medal”
• “American Campaign Medal” (med. campagna americana)
• ”Pacific Campaign Medal” (med. campagna asiatica)
• ”Philippine Liberation Medal World War II”
• ”Distinguished Unit Citation” con 1 OLC

Alcune considerazioni sulle vittorie di Bong: 
fatta eccezione per la favorevole giornata, del 26 luglio 1943 nella quale abbatté 4 aerei, Bong, oggettivamente, realizzò tutte le altre vittorie egualmente ripartite nelle diverse missioni raggiungendo il numero di 40. Tuttavia, nella classifica degli assi compilata per le diverse aviazioni di tutte le Nazioni belligeranti della Seconda guerra mondiale, emerge un ragguardevole divario fra i piloti tedeschi, nipponici e alleati: 

GERMANIA: Erich Hartmann (Luftwaffe) con 352 vittorie. 
GIAPPONE: Hiroyoshi Nishizawa (Imperial Navy) con 87 vittorie. 
INGHILTERRA: Johnnie Johnson (R.A.F.) con 38 vittorie. 
FRANCIA: Pierre Clostermann (distaccato R.A.F con 33 vittorie. 
URSS: Ivan Kozhedub (VVS) con 62 vittorie. 

Queste rilevanti differenze non dipesero solo dal valore individuale o dal caso, ma soprattutto da altri fattori:
I piloti tedeschi furono sempre gli stessi senza ricambi, trovandosi in zona di operazioni dal primo giorno del conflitto fino alla fine, accumulando così molti successi massimamente sul fronte orientale dove incontrarono un’aviazione sovietica (VVS) assolutamente insufficiente con velivoli antiquati e piloti inesperti (Vedasi: “Un’ aquila rossa in cielo” > > ) mentre i piloti dell’USAAF, nel teatro operativo del Sud Pacifico, si trovarono i giapponesi, che non erano secondi a nessuno come abilità e coraggio (Vedasi: "Il Samurai del cielo > > ) ed inoltre i piloti statunitensi venivano sostituiti con nuovi elementi dopo circa sei o sette mesi di presenza nella linea di combattimento impedendo, di fatto, la possibilità di aumentare il numero degli abbattimenti individuali. 
D’altra parte, neanche il sistema di omologazione delle vittorie può essere considerato sullo stesso piano: da una parte gli americani che furono molto fiscali all’attribuzione delle vittorie, avvalendosi delle cinefotomitragliatrici e da testimonianze dirette dei piloti della stessa squadriglia. Poi attribuivano anche il mezzo velivolo abbattuto in collaborazione. I piloti della Luftwaffe ebbero, al contrario, un tipo di omologazione prevalentemente stabilito da testimonianze oculari soggette ad errori. Inoltre, gli assi tedeschi, durante il combattimento, avevano molti gregari a protezione (105 piloti della Luftwaffe superarono le 100 vittorie) creando un gioco di squadra, favorito anche dagli alti comandi, allo scopo propagandistico; ciò però non diminuì affatto il valore intrinseco degli assi tedeschi che furono senz’altro dei piloti di classe.

“Marge”, la vedova di Bong, senza dubbio è stata una donna meravigliosa che merita essere citata perchè nonostante sia passato oltre mezzo secolo, ha mantenuto intatto quell’ amore che l’ha unita, anche se per pochi mesi, al giovane asso narrato in questa pagina. 
Una vicenda sentimentale, nata ed estintasi troppo presto, quando sembrava che, ormai prossima la fine della guerra, Bong, avesse avuto avanti a se per molti anni una brillante carriera di pilota collaudatore.
Dopo la morte di Bong, “Marge” gli ha voluto dedicare tutta la sua vita, bensì altri due matrimoni, e non è stato poco ciò che ha realizzato allo scopo di farne rimanere vivo il ricordo assieme a quello di tanti altri ragazzi americani sacrificati nel baratro del conflitto.
Da quel tragico giorno in cui perse la vita l’Asso degli Assi, ”Marge” si prodigò a promuovere in tutti gli States il Centro “World War II Heritage Center” da lei realizzato nel 1989 con l’aiuto del terzo marito Murray Drucker, deceduto nel 1991.
Nel 1995 inoltre, pubblicò il suo libro "Memories", nel quale descrisse del felice ma breve matrimonio con Bong, destinando tutti i proventi per la ristrutturazione dell’Heritage Center. Difatti, il 24 settembre del 2002, che sarebbe stato l’82° compleanno dell’asso, l’anziana “Marge” tagliò il nastro per inaugurare il nuovo centro-museo completamente rinnovato e ampliato. Il complesso si estende su una superficie di centocinquantamila metri quadrati e si trova nello Stato del Wisconsin, comprende un museo, una biblioteca moderna contenente le pubblicazioni per le ricerche sulla storia aeronautica nella Seconda guerra mondiale, una sala di proiezione cinematografica, dove si possono visionare i filmati originali sul conflitto nel Pacifico ed infine si può ammirare un Lockheed P-38 “Lightning” accuratamente restaurato con l’immagine di “Marge” sopraimpressa. 
La signora Bong Drucker, muore il 27 settembre 2003, dopo un’altra lunga lotta contro il cancro.

Alessandro Rao 
alesrao@hotmail.it1
http://www.storiologia.it/aviazione


Bong e Marge



Le vittorie di Bong..






Bong con Mc Arthur


Bong con Mc Arthur


Bong con Mc Arthur


Il giorno dell'incidente mortale


La notizia sui gionali


Il museo che conserva il suo P38, voluto da Marge






La famiglia Bong oggi






























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